Interviste Digitali: il reportage fotografico nei paesi di guerra di Angelo Calianno

Interviste Digitali: il reportage fotografico nei paesi di guerra di Angelo Calianno

Angelo Calianno è uno scrittore e fotografo che negli ultimi 14 anni ha vissuto e raccontato da vicino i conflitti e le storie in Iraq, Afghanistan, Sierra Leone, Liberia, Mali, Somaliland, Sudan, Etiopia/Eritrea, Botswana e Zimbabwe, Egitto, Libia, Iran, Afghanistan, zone Palestinesi occupate, Israele, Siria, Kurdistan Iracheno e Turco, Colombia, Argentina, Bolivia, Cile, Messico, El Salvador. Lui è il secondo autore che abbiamo scelto per le Interviste Digitali.

Qual è l’esperienza fotografica a cui sei più legato e perché?

Ogni esperienza mi ha segnato in modo diverso, penso che la più significativa sia quella dei centri di riabilitazione afghani. Ho scattato decine di foto a persone, adulti, donne e bambini che avevano perso un arto negli attentati terroristici.

Non avrei mai pensato che qualcuno di loro potesse farsi fotografare, invece, ci hanno tenuto tantissimo a raccontarmi e farsi immortalare. Prima e dopo le foto abbiamo parlato per giorni e alla fine, hanno posato per lanciare il messaggio che, malgrado tutto, la loro vita continua ancora. Girare per quei corridoi con una macchina fotografica in mezzo a tanta sofferenza tutta insieme, è un’esperienza che non dimenticherò mai.


Ogni fotografia racconta una storia legata all’idea, alla preparazione e al messaggio, cosa hai voluto trasmettere attraverso questi scatti?

Io per lo più fotografo persone, i loro volti sono per me un pretesto per raccontare le loro storie. Quello che cerco di trasmettere, da sempre, è la loro voce. Dare una voce a chi non ne ha, la maggior parte di questa gente, se non fosse per le foto e le interviste dei giornalisti, per l’occidente non esisterebbe. Io cerco di ricordare alle persone che le guerre non sono così lontane da noi e che le vittime, sono sempre e solo persone.

Con quale attrezzatura fotografica e quali condizioni di luce, hai scelto di scattare in queste foto e perché?

Negli ultimi anni uso le Mirrorless della Fujifilm, in particolare la X-T3.

Quasi tutte le mie foto sono in bianco e nero, in realtà per una ragione molto semplice: sono daltonico. Il bianco e nero non mi confonde mai, così come possono fare i colori. Tra i vari set di lenti che mi porto dietro, molte delle foto sono scattate con un obiettivo fisso, XF 27mm. Scattare con una lente fissa in quei luoghi, ti insegna un tipo di fotografia diversa, bisogna avvicinarsi molto al soggetto, ti regala un’inquadratura molto simile a quella dell’occhio umano e con poche finzioni. Per me che scatto, sembra un po’ di tornare a quella che era la vera fotografia di un tempo, quando non esistevano zoom e post produzione.

I luoghi dove scatto non ti permettono molta scelta di luci e tempi, bisogna molto spesso essere rapidi quindi, essere pronti a scattare in qualsiasi condizione. Una delle cose più difficili è avere a che fare con la polvere, le macerie degli edifici bombardati, la sabbia dei deserti. In un attimo detriti e polveri ricoprono l’obiettivo, si scatta una foto e subito dopo bisogna ripulire ancora e ancora.

BIO

Angelo Calianno è nato a Cisternino, in Puglia, 39 anni fa. A 18 anni, subito dopo il diploma, parte in nave per fare quella che sarebbe stata la sua prima esperienza di viaggio. Dopo un anno trascorso in mare vive in diversi luoghi del mondo dove lavora e studia, turismo prima e storia antica poi, approfondisce ulteriormente gli studi partecipando a progetti in tutto il mediterraneo soprattutto in nord Africa, Egitto e Medio Oriente.

Comincia a scrivere da diversi luoghi del mondo, principalmente per riviste specializzate di trekking e outdoor, ma quasi immediatamente, nasce anche l’ esigenza di raccontare le storie di persone, popoli e delle difficoltà di luoghi in conflitto.

Dopo un piccolo blog di informazione alternativa, nel 2010 nasce il suo sito internet www.senzacodice.com come progetto di rivista itinerante. Negli ultimi 14 ha vissuto tra Italia, Inghilterra, Sud America, Medio Oriente e Africa, in questi luoghi ha lavorato come giornalista free lance e fotografo, per lo più in zone di conflitto, approfondendo in particolare la questione israelo-palestinese, la “desapariciòn” sudamericana, e le guerre intestine africane

Ha scritto, scrive e collabora con: Global Voices, Peace Reporter, Tgcom, Popoli, Aggiornamenti sociali, East Journal, LSD Magazine, InAfrica, Diregiovani, Barinedita, Voci Globali, One Story, Farfalle e Trincee, Missioni Consolata, quasi tutti gli articoli poi sono raccolti sul suo sito internet: www.senzacodice.com.

Negli ultimi 14 anni, ha scritto e scrive di conflitti e storie in Iraq, Afghanistan, Sierra Leone, Liberia, Mali, Somaliland, Sudan, Etiopia/Eritrea, Botswana e Zimbabwe, Egitto, Libia, Iran, Afghanistan, zone Palestinesi occupate, Israele, Siria, Kurdistan Iracheno e Turco, Colombia, Argentina, Bolivia, Cile, Messico, El Salvador.

Contatti e social:

facebook: senzacodice.com
instagram: angelobonnotcalianno

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